Quando arrivate su un sito per la prima volta, cercate un punto di riferimento visivo: un menu, una categoria, un’etichetta che vi orienti. Sulla piattaforma Mlle, questa orientazione si basa su una struttura pensata per guidare ogni visitatore verso il contenuto ricercato. Comprendere come funziona questa struttura permette di risparmiare tempo ed evitare andirivieni tra pagine che sembrano simili.
Navigazione mobile su Mlle: i percorsi che pongono domande
Su uno schermo di smartphone, il menu principale si ripiega dietro un’icona (il famoso hamburger). Questo formato risparmia spazio, ma nasconde anche la profondità delle sezioni. Vedi il primo livello di categorie, ci clicchi sopra, e a volte appare un secondo livello senza un’indicazione chiara di cosa si nasconda ancora sotto.
Il problema si presenta quando due etichette si somigliano. Su una piattaforma ricca di contenuti, un titolo come “Tendenze” può rimandare a un editoriale stagionale o a una selezione di prodotti. Un’etichetta ambigua allunga il percorso utente di diversi clic inutili. Su mobile, ogni clic aggiuntivo aumenta il rischio di abbandonare il sito.
Per verificare la reale profondità delle sezioni, puoi consultare la struttura del sito Mlle da qualsiasi browser. Questa pagina elenca tutti gli URL disponibili, raggruppati per sezione. È una scorciatoia affidabile quando il menu mobile non ti mostra il percorso completo.

Struttura delle categorie e sottocategorie su un sito web
Prima di immergersi nelle specificità di Mlle, un rapido promemoria sulla logica di struttura aiuta a leggere meglio qualsiasi sito.
Una struttura funziona per livelli gerarchici. La homepage costituisce il punto di partenza. Sotto, le categorie principali raggruppano le grandi tematiche. Poi le sottocategorie affinano la selezione. Ogni pagina di contenuto si ricollega a uno di questi rami.
- Livello 1: categorie principali, visibili nel menu di navigazione (es.: Moda, Bellezza, Lifestyle).
- Livello 2: sottocategorie che precisano l’argomento (es.: sotto Moda, trovi Abiti, Accessori, Scarpe).
- Livello 3: pagine di contenuto o schede dettagliate, accessibili dalla sottocategoria corrispondente.
- Pagina trasversale: alcune pagine (informazioni, contatti, note legali) non dipendono da una categoria tematica ma rimangono accessibili dal piè di pagina.
Quando la profondità supera tre livelli, la navigazione diventa confusa. Le pagine strategiche devono rimanere accessibili in massimo tre clic dalla homepage. È una regola di buon senso che vale tanto per il visitatore quanto per i motori di ricerca.
Etichette di menu: dove inizia la disorientamento
Hai mai notato che una stessa parola può designare due cose diverse a seconda del sito? È esattamente ciò che accade quando le etichette di navigazione mancano di precisione.
Una buona etichetta di menu soddisfa tre criteri:
- Descrive il contenuto della pagina di destinazione in una o due parole (niente formule vaghe come “Scoprire” o “Saperne di più”).
- Si distingue chiaramente dalle altre voci dello stesso livello. Se due etichette si sovrappongono, il visitatore esita.
- Utilizza un vocabolario che il pubblico target usa realmente. Un termine troppo tecnico o troppo creativo può sembrare carino, ma nuoce alla comprensione.
Un’etichetta efficace è quella che un visitatore comprende senza bisogno di cliccare per verificare. Su mobile, questa chiarezza è ancora più determinante perché lo spazio di visualizzazione è ridotto e tornare indietro richiede più tempo.

Testare la leggibilità del tuo percorso
Per valutare se una struttura guida correttamente, esiste un metodo semplice: il tree test. Chiedi a qualcuno di trovare una pagina precisa mostrandogli solo l’elenco delle etichette di menu, senza layout né visivi. Se la persona sbaglia ramo, l’etichetta o il raggruppamento presenta un problema.
Questo test non richiede alcuno strumento a pagamento. Un semplice documento di testo con i livelli di menu indentati è sufficiente. Il tree test rivela le ambiguità che i progettisti non vedono più dopo mesi trascorsi sullo stesso progetto.
Collegamenti interni e sitemap: due alleati per ritrovare la strada
La struttura visibile nel menu rappresenta solo una parte della struttura di un sito. Altri due elementi completano la navigazione.
Il collegamento interno si riferisce ai link posizionati nel corpo degli articoli o delle schede. Quando un testo menziona un argomento trattato altrove sul sito, un link contestuale rimanda alla pagina corrispondente. Questo collegamento crea dei ponti tra i rami della struttura. Aiuta anche i motori di ricerca a comprendere le relazioni tra i contenuti.
La sitemap (o mappa del sito) elenca tutte le pagine indicizzate. A differenza del menu, non ha una vocazione estetica. È una vista tecnica, esaustiva, che serve sia ai robot di indicizzazione che ai visitatori smarriti. Sulla piattaforma Mlle, questa pagina funge da rete di sicurezza quando il menu mobile non è sufficiente per localizzare una sezione.
Quando privilegiare la sitemap al menu
Il menu è adatto per i percorsi abituali: trovare una categoria, accedere a un contenuto recente. La sitemap diventa utile in due situazioni specifiche. La prima: stai cercando una pagina vecchia o poco messa in evidenza. La seconda: vuoi verificare se un argomento è trattato sul sito prima di avviare una ricerca esterna.
La sitemap non è un’ammissione di cattiva navigazione, è un complemento logico per i siti il cui volume di pagine supera ciò che un menu può ragionevolmente visualizzare.
Comprendere la struttura di un sito come Mlle significa prima di tutto individuare i livelli di profondità, leggere le etichette con uno sguardo critico e utilizzare la mappa del sito quando il menu raggiunge i suoi limiti. Su mobile, dove ogni tocco conta, questa lettura attenta della struttura fa la differenza tra un percorso fluido e una serie di ritorni indietro.



